(AGI) - Roma, 26 nov. - E’ un tesserino di plastica blu, simile in tutto e per tutto ad un normale bancomat, la social card che arrivera’ nelle case di 1.300.000 famiglie a dicembre prossimo.
La carta vale 40 euro mensili e potra’ essere utilizzata per effettuare acquisti in tutti i negozi alimentari abilitati.
In piu’ dara’ diritto a sconti del 5% negli esercizi commerciali convenzionati e all’accesso diretto alle tariffe elettriche agevolate. Chi fara’ domanda della social card entro il 31 dicembre avra’ un credito iniziale di 120 euro per i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Dal 2009 la carta sara caricata bimestralmente con 80 euro.
Per richiedere il tesserino elettronico bisogna essere cittadini italiani residenti nel Paese con oltre 65 anni di eta’ (la platea stimata e di circa un milione di persone) o con figli sotto i tre anni (circa 300.000 persone potenzialmente interessate). Piu’ nel dettaglio, potranno accedere ai benefici, gli anziani di eta’ compresa tra i 65 e i 69 anni con redditi fino a 6.000 euro l’anno; gli ultra-settantenni con redditi o pensioni fino a 8.000 euro l’anno. I richiedenti dovranno essere proprietari di una sola casa e una sola auto (due per le famiglie con figli piccoli) e titolari di una sola utenza elettrica e di una sola utenza del gas (due per le famiglie). Inoltre non dovranno possedere piu’ di 15.000 euro di risparmi. L’indicatore Isee della situazione economica complessiva della famiglia non potra’ essere superiore a 6.000 euro
La vita quotidiana nel periodo fascista.
Tessera (annonaria) – Tessera nominale che viene consegnata ad ogni cittadino per ottenere i viveri previsti dal razionamento, con bollini da staccare all’atto della ricezione degli alimenti. Diviene espressione di uso comune per indicare un prodotto scadente o di infima qualità: “L’è pés ch’al pàn d’la tèsèra” (dialettale) = “È peggiore del pane della tessera”. (da Glossario della guerra e della Resistenza – Istituto Storico di Modena)
Di queste cene a casa ce ne sono spesso. Che siano di lavoro (solita scusa..), di saluti, di “ma che si fa? vabè restiamo a casa”, riescono a essere sempre distruttive. Non solo per il difficile risveglio l’indomani, ma soprattuto perchè “quanti piatti sporchi da lavare”..
Insomma, mi ero deciso. Oggi attività da massaia. Ma c’è un problema: è finito il detersivo (problema che a breve non avrò più ve lo giuro, perchè attendo fiducioso da un amico la ricetta per farlo in casa, ecologico ed efficiente).
Nell’attesa di diventare produttore di detersivo, esco e vado a comprarlo. Entro in una piccola bottega. Mi sembra, a primo impatto, operazione facile, veloce e consueta: così allungo le mani e prendo il primo flacone che mi capita fra le mani. C’è un’anziana signora che conosco e che non è d’accordo. «Lascia stare» mi dice. «Io questo qui non lo uso più. Non lo fanno più bene, non so cos’è. Ma non pulisce bene».
Vorrei crederla. Ma si innesca un dibattito che mi coglie impreparato. Ci sono altre due signore, poi se ne aggiungerà una terza. «Neanche a me piace. Ho provato pure con la versione concentrata, ma niente». «Io uso questo», «Si ma l’altro l’hai provato», ecc.ecc.. Poi torna il passato a prenderci e portarci via.. «Ricordo quando mia nonna lo faceva con limone e aceto era perfetto».. Io le dico che vorrei farlo ma attendo una ricetta di un amico, poi si continua la diatriba su cosa comprare.
Alla fine invece dello “Svelto” acquisterò su consiglio a base maggioritaria “Last”. Anche il nome mi è piaciuto: ultimo, ricondando la calma invece della velocità..
Ormai di “svelto” c’era davvero poco in quel mio semplice acquisto. Quando esco dal negozio sarà passata quasi un’ora.
Torno a casa e mi si accusa di aver perso tempo: «Tutto sto tempo per comprare un flacone di detersivo?».
Sono stato a scuola di acquisti slow, consapevoli e frutto di confronto. Difficile trovare di queste atmosfere in un asettico supermercato.
Avrò perso tempo.. ma che ci avrei fatto del tempo “guadagnato”? E’ un rincorrersi continuo. Di certo, al di là della validità del detersivo, ci ho ricavato tre nuove amiche. Sagge e simpatiche. Hanno fortemente meritato la dedica di questo mio primo post.