«… Viaggio da diciassette giorni e non sono neanche a metà del percorso. La frenesia di arrivare in tempo, entro il quarantesimo giorno, ogni tanto ancora mi assale. Però ci penso sempre meno. Mi sto africanizzando. Ormai lascio che gli eventi decidano per me: perdo mezz’ora a fissare i capricci disegnati dalla polverina nera sul fondo della mia tazza di Nescafé, assaporo i ritardi nelle partenze, mi lascio trasportare indolente dagli autobus e dai taxi mentre penso solo a guardarmi intorno e comincio a credere all’esistenza del destino. Città del Capo è immobile e saldamente ancorata alle proprie fondamenta: prima o poi la vedrò»
(Sergio Ramazzotti, Verso il Capo - 13.000 km attraverso l’Africa, Feltrinelli)